Perché “declinare”?

Che cos’è la declinazione e a cosa serve?

Declinare una parola (articolo, aggettivo, sostantivo, pronome) vuol dire cambiarne la forma a seconda della sua funzione (soggetto, complemento) nella frase.

C’è una differenza notevole fra “io picchio te” e tu picchi me”. In ballo ci sono sempre iotu, ma i ruoli cambiano, e la lingua lo rende chiaro con il cambiamento della forma. Come vedete, con i pronomi (“io” vs “me/mi”) questo succede anche in italiano, in tedesco invece anche gli articoli e gli aggettivi subiscono quel tipo di cambiamento. Modificarne la forma serve a indicare quale funzione, quale ruolo una parola svolge nel contesto della frase.

Per esempio “il caffè” ha due funzioni diverse nelle frasi seguenti:

“Il caffè è sul tavolo” (Der Kaffee ist auf dem Tisch) >> Il caffè sta, “agisce”, sul tavolo.

“Anna  beve il caffè” (Anna trinkt den Kaffee) >> Ora quella che agisce è Anna, il caffè “subisce” l’azione. Questo cambiamento di ruolo in tedesco si indica, appunto, attraverso un cambiamento dell’articolo: der diventa den.

 Come si fa a sapere quale caso mettere?

Il tedesco ha 3 generi (maschile, femminile e neutro) che vanno declinati a secondo la  loro funzione nella frase in4 casi:

Nominativ, Akkusativ, Dativ e Genitiv.

La funzione dei casi in tedesco corrisponde all’analisi logica dell’italiano.
Tirare fuori la vecchia grammatica delle elementari può essere utile!

Regeln, Tipps und Tricks

Il soggetto si esprime con il nominativo (il “nome” di chi fa)

Il complemento oggetto con l’accusativo (quello che “accusa/subisce” il colpo/l’azione)

Il complemento di termine con il dativo (a chi viene “data” la cosa)

Il complemento di specificazione con il genitivo (di chi è la cosa)

In più in tedesco le preposizioni (che si “pre-pongono”) ad un complemento di tempo/luogo/modo etc. reggono determinati casi e richiedono il caso corrispondente.

Warum-nominativakkusativdativpdf

Wozu die Deklination?

Was Deklination bedeutet und wozu man sie braucht:

Deklination bedeutet eine Formveränderung eines oder mehrerer Wörter je nach der Funktion, die sie im Satz haben.

Ein Beispiel: das Personalpronomen “ich” kann zu “mich” oder “mir” werden, die Bedeutung ändert sich nicht, aber die Funktion innerhalb des Satzes.

Es ist schon ein großer Unterschied zwischen “ich schlage dich” und “du schlägst mich”, die Personalpronomen sind die gleichen, aber die Rollen sehr unterschiedlich. Oder denken wir an eine Schlagzeile: “Der Postboote beißt den Hund”, das ist eine ungewoehnliche Nachricht, umgekehrt “Der Hund beißt den Postbooten” eben nicht.

Die Unterscheidung der einzelnen Funktionen gilt im Deutschen auch für das Objekt:

Ein/der Kaffee steht auf dem Tisch. Der Kaffee ist das Subjekt und “agiert” auf dem Tisch”.

Anna trinkt einen/den Kaffee. Diesmal ist der Kaffee das Objekt, die Handlung des Verbs bezieht sich auf ihn (er wird getrunken) und steht im Akkusativ. Die unterschiedliche Rolle im Satz wird durch die Deklination (Veränderung) des Artikels ausgedrückt: der wird den und ein wird einen. 

 

Welcher Kasus wann?

Im Deutschen gibt es drei verschiedene Genera, Maskulinum, Femininum, Neutrum, diese müssen je nach ihrer Funktion im Satz dekliniert werden. Es gibt vier verschiedene Fälle:

Nominativ, Akkusativ, Dativ und Genitiv

Regeln, Tipps und Tricks

Das Subjekt steht im Nominativ (der “Name” dessen, der etwas macht)

Das Objekt steht im Akkusativ (die Aktion des Verbes bezieht sich darauf )

Es gibt weitere Ergänzungen: das Dativobjekt (wem etwas gegeben wird)

oder das Genitivobjekt (wem etwas gehört)

Die Präpositionen können weitere Ergänzungen einleiten (Ort, Zeit, Art und Weise usw.) und stehen mit dem Akkusativ, Dativ oder Genitiv.

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