
In tedesco si trova una quantità di paroline di cui è difficile dare una traduzione esatta. Sono le particelle modali. Queste parole non agiscono sul piano del significato della frase, ma esprimono l’atteggiamento del parlante verso ciò che dice. Hanno quindi il compito di dare una particolare connotazione, un certo sapore ad una frase. In effetti una volta si chiamavano “Würzwörter” (würzen = speziare)!
Le particelle modali in genere provengono dalla classe degli avverbi e si comportano come loro. Tuttavia c’è una grande differenza funzionale.
La posizione delle particelle modali nella frase non è rigidissima. In genere stanno nella parte centrale della frase, dopo il verbo finito e prima degli altri avverbi.
Non è il capitolo più facile della lingua tedesca – anche i tedeschi hanno difficoltà a spiegare i significati delle particelle! – , ma siccome queste paroline sono molto frequenti nella lingua parlata, ve ne presentiamo almeno le più frequenti.
La particella modale ja può esprimere
– che il parlante è sorpreso da un fatto: Es ist ja schon hell! (C’è già il sole!, implicando: oh, pensavo fosse ancora buio fuori!)
– che il parlante parla di un fatto che secondo lui è già noto a tutti o almeno all’interlocutore: Ich gehe ja im Juli in Rente. (A luglio vado in pensione, implicando: come avrete sentito prima).
Non può stare nella domanda.
denn come particella modale
Si usa soprattutto nelle domande. Qui dipende moltissimo dal tono: può assumere la funzione di mostrare maggiore interesse, sorpresa, impazienza… provate un po’ a pronunciare questa frase con diversi toni!
Woher hast du das denn? (Dove hai preso quella cosa? Mi stupisce veramente che tu ce l’abbia.)
L’accento frasale può cadere su quasi tutte le parole della frase; suona comunque particolarmente naturale farlo cadere su das; così la sorpresa si riferisce all’oggetto che l’interlocutore fa vedere al parlante.
Wie geht es dir denn? (Ma tu come stai? Abbiamo parlato solo di me, ora voglio sapere di te.)
L’accento su dir fa capire l’interesse/l’impazienza di avere novità dall’interlocutore.
Come vedete si trova spesso nella domanda.
halt e eben
Esprimono che un fatto è noto al parlante (e probabilmente anche agli interlocutori) e che questo fatto è definitivo. Può quindi contenere rassegnazione, ma non solo in senso negativo. Potrebbe dire una signora anziana con un’espressione allegra:
Ich bin halt/eben schon 80 Jahre alt (Ho già 80 anni – è per questo che non posso venire in montagna con voi, ma non fa niente!);
o un ragazzino dopo una partita persa: Dann muss ich halt fürs nächste Mal noch besser trainieren (Allora dovrò allenarmi meglio per la prossima volta. Anche se sarà dura, non c’è altra scelta).
auch
Si usa soprattutto per le spiegazioni.
Sie kann super Deutsch! – Sie hat ja auch zwei Jahre in Berlin gelebt! (Parla benissimo il tedesco. -.È vissuta a Berlino per due anni Hai ragione, e si capisce perché…)
Notate qui la combinazione delle particelle „ja“ (lo sappiamo tutti che ha vissuto in Germania) e „auch“ (è ovvio perché è brava con il tedesco).
doch
Con la particella doch si cerca di eliminare a priori un’eventuale obiezione e di assicurarsi dell’assenso da parte dell’interlocutore. È come se si aggiungesse alla frase: “Devi essere d’accordo con me”. A seconda del tono, una frase con doch può suonare un po’ impaziente, ma anche semplicemente convincente o incoraggiante.
Wie alt bist du? – Das habe ich dir doch schon erzählt! (Quanti anni hai? – Te l’ho già raccontato, anche se te ne sei dimenticato.)
Ich schaffe das nicht. – Versuch es doch nochmal! (Non ce la faccio. – Provaci ancora, anche se ora ti sembra che non possa funzionare.)
Du bist doch Geographielehrer, oder? (Sei un insegnante di geografia, vero? – in attesa di una risposta affermativa)

Partikeln 1
Was ist richtig?
Partikeln 2
Was ist richtig?



















Grazie, molto interessante!