Avverbi e particelle

Particelle e avverbi pasta

Gli avverbi in tedesco coincidono spesso con gli aggettivi :

“Das ist gut” (aggettivo buono).
“Wie gehts?” – “Mir geht es gut!” (avverbio bene)

Solo alcuni aggettivi aggiungono il suffisso – (er)weise per formare l’avverbio:
normalerweise, glücklicherweise, freundlicherweise
(normalmente, fortunatamente, gentilmente)

Ecco gli avverbi più usati:

modal: wahrscheinlich, vielleicht, sehr,… (probabilmente, forse, molto)
temporal: gestern, heute, morgen, immer, nie,… (ieri, oggi, domani, sempre, mai)
lokal: oben, unten, links, rechts, hinten, geradeaus, drüben, drinnen, draußen,… (sopra, sotto, sinistra, destra, in fondo, dritto, dall’altra parte, dentro, fuori)
kausal: nämlich, deshalb, dennoch, sonst,… (cioè, per questo, lo stesso, altrimenti)

Interrogativadverbien: wie, warum, wozu, wo, wie lange, weshalb, womit,..? (come, perché, a che fine, dove, quanto (temp.), perché, con che cosa)

Modalpartikeln: doch, denn, ja, nämlich, etwa, mal, ganz… 

 

e qualche esempio pratico…: Am Telefon

Anna: Hallo Lisa, hier ist Anna. Wie geht es dir?

Lisa: Ganz gut, aber ich bin sehr müde. Heute habe ich nämlich lange gearbeitet. Und was hast du so gemacht?

Anna: Ich war auch bei der Arbeit und eben war ich noch draußen, im Park. Morgen habe ich wahrscheinlich frei.

Lisa: Oh, sehr gut! Vielleicht können wir uns morgen Abend sehen? Willst du gern ins Kino gehen?

Anna: Hm..eigentlich gehe ich lieber ins Theater. Zufälligerweise ist im “Eden” gerade eine Aufführung von “Carmen”…

Lisa: Im “Eden”? Das ist doch das neue Theater da hinten am Bahnhof, oder? “Carmen” mag ich übrigens sehr!

Anna: Ja, genau das! Dann ruf ich dich morgen an, okay?

Lisa: Alles klar, bis morgen!

Anna: Tschüss!

 

A: Ciao Lisa, sono Anna. Come stai?
L: Insomma, bene, ma sono molto stanca. È perché oggi ho lavorato tanto. E tu, che hai fatto?
A: Anche io sono stata al lavoro e ora sono stata fuori, al parco. Domani probabilmente non lavoraro.
L: Ah, molto bene! Magaru ci possiamo vedere domani sera? Ti piacerebbe andare al cinema?
A: Mmm..in realtà preferisco andare al teatro. Al momento per caso c’è una rappresentazione della “Carmen” all'”Eden”…
L: All'”Eden”? Ma è quel teatro nuovo, lì vicino alla stazione, giusto? La “Carmen” comunque mi piace molto!
A: Esatto, è quello! Ti chiamo domani, allora, va bene?
L: D’accordo, a domani!
A: Ciao!

 

Particelle modali

In tedesco si trova una quantità di paroline di cui è difficile dare una traduzione esatta. Sono le particelle modali. Queste parole non agiscono sul piano del significato della frase, ma esprimono l’atteggiamento del parlante verso ciò che dice. Hanno quindi il compito di dare una particolare connotazione, un certo sapore ad una frase. In effetti una volta si chiamavano “Würzwörter” (Gewürze = le spezie)!
Le particelle modali in genere provengono dalla classe degli avverbi o degli aggettivi e suonano come loro. Tuttavia c’è una grande differenza funzionale.

La posizione delle particelle modali nella frase non è rigidissima. In genere stanno nella parte centrale della frase, dopo il verbo finito e prima degli avverbiali.
Non è il capitolo più facile della lingua tedesca – anche i tedeschi hanno difficoltà a spiegare i significati delle particelle! – , ma siccome queste paroline sono molto frequenti nella lingua parlata, ve ne presentiamo almeno le più frequenti particelle modali.

La particella modale ja può esprimere

– che il parlante è sorpreso da un fatto: Es ist ja schon hell! (implicando: Oh, pensavo fosse ancora buio fuori!)
– che il parlante parla di un fatto che secondo lui è già noto a tutti: Ich habe ja bereits angedeutet, dass… (implicando: Come avrete sentito prima)

denn come particella modale

si usa soprattutto nelle domande. Qui dipende moltissimo dal tono: può assumere la funzione di mostrare maggiore interesse, sorpresa, impazienza… provate un po’ a pronunciare questa frase con diversi toni!
Woher hast du das denn? (Dove hai preso quella cosa?)
L’accento frasale può cadere su quasi tutte le parole della frase; suona comunque particolarmente naturale farlo cadere sul “das”; così la sorpresa, impazienza ecc. si riferisce all’oggetto che l’interlocutore fa vedere al parlante.

halt e eben

esprimono che un fatto è noto al parlante (e probabilmente anche agli interlocutori) e che questo fatto è definitivo. Può quindi contenere rassegnazione, ma non solo in senso negativo. Potrebbe dire una signora anziana con un’espressione allegra:
Ich bin eben schon 80 Jahre alt (– è per questo che non posso venire in montagna con voi, ma non fa niente!);
o un ragazzino dopo una partita persa: Dann muss ich halt fürs nächste Mal noch besser trainieren (anche se sarà dura, ma non c’è altra scelta).

auch

si usa soprattutto per le spiegazioni.
Sie kann super Deutsch! – Sie hat ja auch zwei Jahre in Berlin gelebt! (hai ragione, e si capisce perché…)
Notate qui la combinazione delle particelle „ja“ (lo sappiamo tutti che ha vissuto in Germania) e „auch“ (è ovvio perché è brava con il tedesco).

Con la particella doch

si cerca di eliminare a priori un’eventuale obiezione e di assicurarsi dell’assenso da parte dell’interlocutore. È come se si aggiungesse alla frase: “Devi essere d’accordo con me”. A seconda del tono, una frase con “doch” può suonare un po’ impaziente, ma anche semplicemente convincente o incoraggiante.
Wie alt bist du? – Das habe ich dir doch schon erzählt! (anche se te ne sei dimenticato)
Ich schaffe das nicht. – Versuch es doch nochmal! (anche se ora ti sembra che non possa funzionare)
Du bist doch Geographielehrer, oder? (in attesa di una risposta affermativa)

Particelle hin e her

Le particelle hin e her indicano un movimento di allontanamento e avvicinamento rispettivamente e sono delle particelle che spesso si combinano con le preposizioni di luogo e in tal modo formano degli avverbi di moto a luogo:

hinauf (su), hinunter (giù), hinein (dentro), hinaus (fuori), hinüber (al di là)……gehen,
herauf (su, verso di me), herunter (giù, verso di me), herein (dentro vs. di me), heraus (fuori vs. di me), herüber (al di qua)….kommen

Nella lingua parlata questa distinzione fra hin e her spesso non viene rispettata e si usano le forme colloquiali rein, raus, runter, rauf, rüber in sostituzione.

 

Come vedete dagli esempi, la particella hin, molto usata, indica un movimento di allontanamento da colui che parla. Si combina di solito con i verbi gehen/fahren/stellen/legen e risponde alla domanda wohin?
es.: Wohin gehst du? Ich gehe hinein/rein. (Dove vai? Vado dentro.)

La particella her indica invece un movimento di avvicinamento a colui che parla. Si combina con il verbo kommen. E viceversa il verbo “kommen” si combina quasi sempre con her:
es.: Vieni qui! – Komm (mal) her! (e non “komm hier”) (Vieni qua!)

Herein! si usa per dire “avanti”, quando bussano alla porta:
es.: Kommen Sie bitte herein! (Avanti! Venga (dentro, verso di me)!)

 

 

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